giovedì 2 luglio 2009

Il giorno della svolta


Caro Diario, quest'oggi è stato un giorno importante, un giorno che - oso dire - ha segnato una svolta in me come uomo. Seduto davanti al monitor ero tutto intento a lavorare quando arrivò, inatteso, il messaggio che cambiò per sempre la mia vita. "Ciao", recitava, "Aggiungimi alla tua lista contatti". Recava una immagine, una foto di donna, apparentemente una fascinosa modella, quasi del tutto svestita. Non poco infastidito per la distrazione dai miei doveri rifiutai rapidamente la richiesta con un click e ritornai sulle mie pratiche. Ma la mia concentrazione ne risentì... fui portato pian piano a riflettere sull'accaduto e in particolare sull'aspetto indubbiamente seducente della giovane che avevo appena vista ritratta in foto. Giunsi in tempi relativamente brevi alla conclusione di aver commesso uno sbaglio, uno sbaglio non da poco, ed iniziai a riflettere su tale questione che mi stava turbando.
Avendo infine riordinato le idee valutai opportuno spedire un messaggio per riparare a tale mio errore e così scrissi: "Penso di aver sbagliato, in effetti sarei ben lieto di aggiungerti alla mia lista contatti". Inviai e aspettai. Era già passato un minuto e non ottenevo repliche. Giacchè era plausibile che il mio comportamento potesse aver urtato la suscettibilità della giovane tentai ancora di recuperare.
Provai inizialmente con un semplice "sei ancora lì?" auspicando che la ragazza, quantunque offesa, volesse venirmi incontro mascherando l'irritazione e fingendo una temporanea distrazione dal mio precedente messaggio.
Non vidi risposte dopo due lunghi minuti. La ragazza era evidentemente poco incline ad un perdono a buon mercato. Era dunque opportuno mostrare rincrescimento per l'offesa arrecata col mio rifiuto: "So di non essere stato gentile e me ne dispiaccio" scrissi "si è trattato, ritengo, di un momento di debolezza. Auspico pertanto, con rispetto, di poter avere il tuo perdono". Aggiunsi quindi parole di lusinga che potessero aiutare a sciogliere questa ostentata alterigia: "PS: Ho visto la tua foto prima e sono rimasto positivamente impressionato". Poi riflettei e mi affrettai ad aggiungere "Con ciò non volevo in alcun modo lasciar intendere che il mio proposito di aggiungerti alla lista fosse legato a giudizi estetici, disdegno chi si avvale di un così rude metro di valutazione".
Guardai i miei messaggi con orgoglio. Ritenevo di aver ben riparato alla mia mascalzonaggine avendo al contempo esibito dignità, spessore umano e proprietà di linguaggio.
Attesi con trepidazione per altri due interminabili minuti una risposta dall'affascinante quanto altera signorina. Nulla. La tristezza mi assalì ma mi imposi calma e concentrazione.  Riflettei finchè giunsi a quella che appariva certamente come la chiave di volta per la soluzione del problema. Ricordai di uno speciale sofisticato comando che permetteva al programma di visualizzare un fiore all'interno della chat: un fiore! Come avevo potuto non pensarci fino a quel momento, era così semplice, era esattamente quello che serviva per sciogliere il cuore di una donna arroccata nel suo sdegno. Fiero della mia scaltra trovata mi avventai sul mouse alla ricerca del misterioso comando. A seguito di numerosi tentativi ed errori fui finalmente in grado di recapitare l'omaggio floreale (non prima, lo ammetto, di aver accidentalmente inoltrato alcuni strani disegni che non ricordo).
Dopo appena 13 minuti, come da me previsto, il ghiaccio si sciolse e il tanto agognato messaggio di risposta arrivò! Esso in verità sul momento mi riempì di sorpresa e imbarazzo: "CIAO", recitava testualmente, "FAI SESSO ONLINE?". Rilessi incredulo più e più volte quelle sconcertanti parole. Il fatto che iniziasse con "ciao" mi dava certamente conforto, era un palese segnale di apertura. Ma la domanda che seguiva era poco appropriata in una fase in cui non avevamo ancora raggiunto l'auspicata intimità e ciò mi dava da pensare... infine capii. Con tutta evidenza la donna era stata a tal punto lusingata e colpita dalla galanteria che traspariva dai miei messaggi (e in particolar modo dall'intelligente trovata dell'omaggio floreale) che si era subito invaghita di chi le si mostrava abile nel muovere così sapientemente le sue corde emotive. Possibile che questo avesse addirittura fatto cadere tanto repentinamente le sue inibizioni e il suo pudore? I fatti parlavano chiaro, non era possibile: era realtà!!! Avevo il cuore gonfio di orgoglio e l'ho tuttora nel raccontarlo.
Sebbene, ahimè, il dialogo con questa ammaliante giovane non abbia poi portato alle conclusioni da me sperate (purtroppo il file che mi ha inviato per video-chattare pare che abbia cancellato tutti i miei dati e il mio lavoro di settimane) ciò nonostante, dicevo, non v'è dubbio che l'episodio che ho testè narrato ha maturato in me una maggiore consapevolezza e sicurezza delle mie doti intellettive e delle mie abilità seduttive, e tale autoconsapevolezza mi darà, questo è certo, gloriosi risultati finora neppure lontanamente immaginati.

domenica 28 giugno 2009

La strana idea di Jim

"Sai Jack, c'è una cosa che penso e di cui mi piacerebbe parlarti..." mi disse con lo sguardo fisso verso l'orizzonte, "...mi prenderai per pazzo".
Jim quel giorno aveva una strana luce negli occhi scuri e penetranti.
"Ti ascolto" replicai sforzandomi di essere incoraggiante.
"Cioè non è solo un pensiero, ne sono quasi convinto... è questa la cosa più assurda"
"Di cosa?"
"Beh...", fece una lunga pausa.
"Io penso, cioè credo... che noi, io, te e tutto quello che c'è intorno... niente di tutto ciò esiste veramente, siamo soltanto delle invenzioni, delle idee..."
"Non ti sto capendo e... sì, credo che potrei ritenerti matto in effetti... che vuoi dire?"
"Dei personaggi, personaggi inventati da qualcuno..." continuò con partecipazione, come se questo potesse convincermi.
"Uhm... da Dio?"
"No, magari!! Dio crea cose che esistono realmente, ma non è il nostro caso, a noi spetta una sorte molto più misera, noi siamo personaggi di fantasia, personaggi in una storia inventata".
"Una storia?!?"
"Sì!!! Un racconto, una storia, una produzione letteraria, peraltro anche alquanto modesta e decisamente senza nessuna particolare pretesa, un abbozzo buttato là, un esperimento mal riuscito..."
"Ahà..." replicai laconicamente aggrottando le sopracciglie, "e ne sei addirittura convinto?"
"Sì!!!", rispose mostrandosi sempre più eccitato di avermi portato a conoscenza delle sue folli idee" ho raccolto una moltitudine di elementi che mi portano inesorabilmente a questa conclusione, inizialmente l'idea mi sembrava, com'è ovvio, totalmente folle, ma poi ho iniziato a fare caso a delle cose e quindi a cercare riscontri di vario tipo, così gradualmente l'idea è diventata ogni giorno sempre più plausibile fino a diventare altamente probabile e infine assolutamente certa"
"Dio mio Jim, tu mi stai preoccupando veramente... dico sul serio io..."
"Mi aspettavo questa tua reazione, e sai perchè? Perchè era appropriata alla trama e al tuo personaggio!! Capisci? Ora mi aspetto tutto, sono come un veggente in questo mondo fittizio!"
Continuava a fissarmi con lo sguardo pieno di disperazione.
"Jim" dissi pacatamente "io sono il tuo amico Jack, ci conosciamo da 10 anni, è normale che ti aspetti le mie reazioni e non potevo reagire diversamente vedendoti delirare in questo modo."
"Jack, cazzo, questo è un racconto, capisci, uno stupido ed insulso racconto!! Qualche idiota ha pensato che scrivere un racconto su un tizio che pensa di essere il protagonista di un racconto potesse essere un'idea originale, ha voluto provare per vedere come veniva ed eccoci qua. Questo peraltro è il momento clue in cui il protagonista prende coscienza e lo stesso scrittore viene chiamato in causa... Dammi pure del matto, non è un problema per me, considerando che non esisto e che fa tutto parte di un fottuto copione!"
"Va bene Jim, diciamo che in nome della nostra amicizia io voglia assumere un atteggiamento di... 'apertura' e considerare la possibilità che tu non sia del tutto fuori di senno. Ora mi dici, di grazia, sulla base di che cosa hai maturato questa 'bizzarra' convinzione?"
"Jack ma ti sei guardato?"
"Uhm... Cosa ho che non va?"
"Jack santo cielo, tu sei un *orsacchiotto rosa* con una T-shirt munita di scritta 'Kiss me' e io... guaddami Jack, santo cielo!! Io sono un pollo!! Un pollo volante con un costume da supereroe! E insieme viviamo in una città di folletti chiamata Gumbolandia, devo aggiungere altro???". Si mise a piangere su di me... capii che Jim aveva problemi seri e necessitava di aiuto. Lo convinsi a ricoverarsi il giorno stesso presso un ottimo psichiatra che si era già occupato di lui in passato.
Da quel giorno non lo rividi più, penso sia ancora ricoverato nella clinica psichiatrica ma non potrò mai più saperlo perchè quell'anno lasciai Gumbolandia per trasferirmi a Barbablabbab: la città degli elefantini fosforescenti.